Bianca Sibaud Pittrice - vendita quadri

Pittura e Poesia

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Alcune poesie che hanno ispirato la mia fantasia ed il mio pennello:

 

 

  • Esseri d'essenza

    Esseri di essenza

    colti al volo da sguardi inquieti:

    dove mettere tanta urgenza d'amore

    senza guardare lo specchio del sesso riflesso d'odio?

     

    Ancora una volta pelle e peli intricati

    in gesti tribali pieni di significato

    hanno perso il significante...

     

    Veli bianchi all'improvviso

    materializzano marmi e statue

    in ogni gesto colti senza più sorprese.

     

    Mi guardo e vedo tutte le donne

    che appartengono alla storia

    unica e isolata in ghetti senza recinti...

    Vedo tutti gli uomini al di là di mari e vele...

     

    Mentre questa pioggia bianca,

    come il canovaccio dei miei pensieri,

    riflette ancora specchi e fondi di bottiglia

    corrosi dalle acque dei nostri naufragi d'amore.

     

    Marina Sibaud, 6 Marzo 1990

  • Partire

    Aspetto con pazienza atavica che si sciolga lo zucchero nel caffè,

    che lo squillo del telefono sia per me, che il presente scivoli nel reale,

    che cresca questa eterna voglia di scappare...

     

    Aspetto ogni istante a venire: la torta che lievita,

    la figlia sorpresa, quanto me, del suo essere.

     

    Trovo il seme dell'addio ad ogni incontro, di mano in mano scandito,

    da presenze fantasma invadenti,

    all'estremooriente di questosproloquio.

     

    Rispetto i tempi altrui, i miei li rincorro ancora:

    esausta, sotto il lampione della fermata,

    non ricordo se devo partire o sono già arrivata...

     

    L'attesa mi confonde e mi sprofonda in un letargo segreto,

    dove, in fondo attendo solo l'ultimo attimo e mi scuso per il ritardo:

     

    "Oh dei mi hanno fatto aspettare troppo!

    Non mi sono ricordata quando dovevo morire...

     

    Intanto ho imparato a bere il caffè amaro, a fare torte senza lievito,

    e vivere il grembo come intestino,

    e.. la mente.. come unico destino

     

    Marina Sibaud, 1 Settembre 1992

     

  • Il sogno di un viaggio

    Cassetti, credenze, valigie, sigarette, caffè,

    si sprecano sul tavolo di tutti i sognatori di professione.

     

    Il mio è diverso, il contenitore sono io,

    ...tanto è faticoso questo mestiere di funanbulo

    che i confini già incerti si sono frantumati là

    sotto gli scogli dell'isola che non c'è...

     

    Ma la bambina accanto, la vede... la vive.

    Così, davanti al mio bagaglio

    di mamma-sognatrice-di ventura

    trovo ancora le solite quattro mura!

     

    Mentre sento la fantastica attesa paziente di figlia,

    so che presto potrà ascoltare un racconto

    frutto di mare, non di vento o di ... follia

     

    Marina Sibaud, settembre 1990

  • Ricordi di una vita terrena

    Gli occhi socchiusi

    vibrano nel vento del mare

     

    Un respiro intenso inumidisce

    mentre il sale sgretola

    al respiro del petto

     

    Alzo le braccia e ascolto

    il suono dei fondali

     

    Nel palmo della mano

    vorticano granelli di sabbia

     

    Nenia del tramonto

    la marea porta al largo

    le impronte di mille pensieri

     

    Andrea Sibaud, 21 Marzo 1997

     

  • Solitudine

    Un viaggio nella solitudine,

    nel desero dell'anima.

     

    Dove si perdono i pensieri

    le gioie, i dolori.

     

    Dove l'uomo

    è alla ricerca di se stesso

    e delle proprie origini

     

    Bianca Sibaud

  • Evoluzione del pensiero

    Evoluzione del pensiero

    racciuso in un bozzolo

    senza spazio.

     

    Il desiderio di uscirne

    perchè l'anima più leggera

    si sollevi libera

    verso la serenità e l'oblio.

     

    Bianca Sibaud

  • Metamorfosi

    L'idea è come un individuo, si sente intera

    ma cambia facce e maschere a seconda delle scene.

     

    Ogni faccia ha il sapore della smorfia

    cristallizzata su legni esorcizzati.

     

    Così com'è la maschera del dolore di vivere

    con lo spettro senza volto della morte.

     

    Togli ogni nudo rivestimento,

    straccia ogni esibizione:

     

    la libertà è saper porre maschere e travestimenti

    senza farli attaccare alla pelle o al cuore.

     

    Marina Sibaud, Settembre 1995

  • Il sogno di Andrea

    Dormo,

     

    mentre danzano lenzuola sul sogno

    agitato,

     

    Cambiano le forme dello spazio

    il corpo si tuffa nelle correnti

    d'aria.

     

    L'agitazione diventa eccitamento

    e la danza si fa più forte,

    di sentimenti e colori.

     

    La sveglia suona il richiamo,

    ma entra nel ritmo...

     

    Andrea Sibaud, 21 Marzo 1997

  • L'incubo

    Note di un canto di morte elevato

    alla salute di Dei antropomorfi,

    celati sotto l'incubo della nuda pelle notturna.

     

    Il sonno riflette l'impotenza che nutre il mito

    di vestali appartate dal dolore.

     

    Sveglia in un mare di liquidi irridescenti,

    non trovo il luogo della luce...

    e l'incubo rinasce nei gesti quotidiani!

     

     

    Marina Sibaud, 4 Ottobre 1998

  • Vibrazioni e musica

    Se potessi mostrare agli altri La Musica,

    che mi afferra le dita e le gambe!

     

    Mentre guardo il sacro e il profano

    di vecchi sorrisi contratti

    in bocche legate fino alle orecchie,

    per cantare.

     

    In una chiesa del futuro,

    con colonne d'argento e fantasmi del tempo che verrà...

     

    Mentre ti guardo mi dolgonop le orecchie

    di acute e ballanti parole di vita e di morte...

     

    Se sapessi penetrare l'intimo,

    con ritmo costante elevato all'ennesima potenza!

     

    Mentre mi guardo:

    ascolto tutti gli strumenti del mio essere...

    così si perde la mente in una melodia di sorte...

     

    Marina Sibaud, Ottobre 1991