Alcune poesie che hanno ispirato la mia fantasia ed il mio pennello:
Nei pois rosati della tua pelle
scopro piccole pieghe di talco
che segnano il fresco tempo del tuo incarnato.
Per coperta un foulard
perchè non posseggo braccia di seta.
La luce e le ombre ingraziano
il tuo corpo che cresce.
Come le linee della mano scendono
drappi di stanchezza,
eleganti e luminosi
sulle mie forme nascoste
tra pieghe irreali e rughe di velluto...
Senza togliere lo sguardo dal fondo ai miei piedi
trovo terre ondulate
nell'ultimo sudario di broccato antico...
Antico come la morte.
Marina Sibaud, Settembre 1990
Le maschere fuggono
sotto finestre di lacrime di cera.
Cadono e disperano le anime di marmo
del popolo nascosto tra le pieghe del mio volto.
Marina Sibaud, Febbraio 1992
Nessuno poteva notare come, furtiva, la bimba,
sottana dopo sottana, arrivasse alla cantina interrata.
In quel momento mi sentivo una rana intrappolata,
ma al fondo volevo arrivare!
Là dove un oblò di luce rimandava i riflessi del cielo,
al limitar di quel giardino sospeso tra le montagne e il mare.
Il colore delle foglie, scarlatte come il vino nelle botti,
mi suggeriva il ritorno dalla sfida solitaria.
Nel tunnel di pietra custodi immaginari
diffondevano una nebbia fatata...
mi risveglio, come ora, nel letto di ferro battuto,
nessuno sa ancora perché,
alla mia età,
mi ostino a volere quel raro bicchiere.
Marina Sibaud, 17 Novembre 1997