Se potessi mostrare agli altri La Musica,
che mi afferra le dita e le gambe!
Mentre guardo il sacro e il profano
di vecchi sorrisi contratti
in bocche legate fino alle orecchie,
per cantare.
In una chiesa del futuro,
con colonne d'argento e fantasmi del tempo che verrà...
Mentre ti guardo mi dolgonop le orecchie
di acute e ballanti parole di vita e di morte...
Se sapessi penetrare l'intimo,
con ritmo costante elevato all'ennesima potenza!
Mentre mi guardo:
ascolto tutti gli strumenti del mio essere...
così si perde la mente in una melodia di sorte...
Marina Sibaud, Ottobre 1991