Cassetti, credenze, valigie, sigarette, caffè,
si sprecano sul tavolo di tutti i sognatori di professione.
Il mio è diverso, il contenitore sono io,
...tanto è faticoso questo mestiere di funanbulo
che i confini già incerti si sono frantumati là
sotto gli scogli dell'isola che non c'è...
Ma la bambina accanto, la vede... la vive.
Così, davanti al mio bagaglio
di mamma-sognatrice-di ventura
trovo ancora le solite quattro mura!
Mentre sento la fantastica attesa paziente di figlia,
so che presto potrà ascoltare un racconto
frutto di mare, non di vento o di ... follia
Marina Sibaud, settembre 1990