Esseri di essenza
colti al volo da sguardi inquieti:
dove mettere tanta urgenza d'amore
senza guardare lo specchio del sesso riflesso d'odio?
Ancora una volta pelle e peli intricati
in gesti tribali pieni di significato
hanno perso il significante...
Veli bianchi all'improvviso
materializzano marmi e statue
in ogni gesto colti senza più sorprese.
Mi guardo e vedo tutte le donne
che appartengono alla storia
unica e isolata in ghetti senza recinti...
Vedo tutti gli uomini al di là di mari e vele...
Mentre questa pioggia bianca,
come il canovaccio dei miei pensieri,
riflette ancora specchi e fondi di bottiglia
corrosi dalle acque dei nostri naufragi d'amore.
Marina Sibaud, 6 Marzo 1990